Zibibba

2003-2011, fotografia

2003, Sesto Senso, Bologna

2016, “Io vedo io guardo”, sedi varie, a cura di Annalisa Cattani

Il progetto è iniziato nel 2003 durante il primo viaggio in Egitto e si è concluso nel 2011.

“Adriana Torregrossa  torna a Bologna  dopo  un  anno  trascorso   ad  Alessandria d’ Egitto con un chiodo fisso. Ha una macchia indelebile impressa sulla fronte. Ma la sua zibibba non si vede; non è come quella dei tanti musulmani che quotidamente pregano rivolti alla mecca battendo ritmicamente il capo sulla sabbia (o sul loro tappeto).

Averne una è un onore per i ferventi. Un segno che condensa un universo politico. E’ la memoria visiva del proprio abbandono a Dio, il codice a barre della fede in Allah.
Ha un altro tipo di livido. Il livido di una donna che si è per tanto tempo incontrata-scontrata con il pensiero islamico.

La zibibba di Adriana Torregrossa è la sua meraviglia di fronte a questi body-artisti della religione”.

Stefano Questioli